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La Madonnella

P1250266All’inizio della mia esperienza eremitica presso il Santuario del Granato, l’unico richiamo religioso che ho trovato, lungo la via che conduce ad esso, era quello di una edicola mariana, piuttosto malridotta, chiamata dalla gente del luogo: “La Madonnella”. Era stata eretta nel lontano 1926 a ricordo di un intervento prodigioso operato dalla Madonna del Granato, a favore di G. Scariati e G. Clemente; mentre scendevano da Capaccio guidando un calesse tirato da un cavallo; furono sorpresi da un forte temporale! La luce abbagliante di un lampo accecò il cavallo che imbizzarrito si precipitò nella discesa correndo all’impazzata; il calesse su cui viaggiavano, fu completamente distrutto. Trovandosi nei pressi del Santuario, angosciati, elevando lo sguardo, invocarono la Madonna che prontamente li soccorse: sia loro che la loro cavalcatura, rimasero completamente illesi; riconoscenti eressero questo monumento in onore della loro celeste Protettrice. Tale monumento necessitava di restauro; in verità si è intervenuti tre volte prima di raggiungere l’attuale situazione; le maioliche che rappresentavano l’immagine della Madonna erano molto deteriorate a causa dei ceri votivi che posizionati presso l’immagine, notte tempo ardevano d’innanzi ad essa; lo sbalzo di temperatura tra il calore del cero e il freddo della notte avevano prodotto seri danni. Il primo intervento fu eseguito dalla Ditta: Luna Restauro ed Antichità – Di Lascio Caterina; esso comportava: 1) Lo smontaggio di vaso di cemento e lanterna che appesantivano la struttura; là dove era inserita la lanterna veniva in seguito appoggiata, in modo obliquo, una lastra di travertino per impedire che si ripetessero gli stessi inconvenienti di cui sopra. 2) Pulitura: carbonato di ammonio ed E.D.T.A intervento eseguito su tutta la superficie. 3) Disinfestazione: “Lito 3”; i licheni sono stati esportati meccanicamente con i bisturi e le spazzole di ferro. 4) Reintegrazione: la maiolica dipinta è stata stuccata dove presentava le lacune e ripresa con colori a freddo per ceramica. 5) Stuccatura: Sono state asportate quelle in cemento e rifatte con una malta a base di pietra e calce idrata; anche le fessure più grandi sono state stuccate per evitare infiltrazioni d’acqua. 6) Ritocco: Sono stati eseguiti ad imitazione cercando di seguire il disegno originale, anche la scritta incisa è stata ripresa. La lapide commemorativa così riporta il fatto prodigioso: “Alla Vergine del monte Calpazio Celeste Protettrice di tutte le genti Venerata Regina dei popoli Questo ricordo imperituro Devotamente posero Giovanni Scariati e Giuseppe Clemente Per grazia singolare ricevuta I-V-MCMXXVI Promotore Mons. F. Guazzo ” Alcuni anni dopo, causa l’inclemenza degli agenti atmosferici (vento ed acqua), si dovette procedere ad un secondo intervento restaurativo; questa volta in modo più radicale; mi rivolsi all’Arch. Italo Cerullo di Capaccio, valido maestro di restauro dell’antico. Questi mi propose di rifare ex novo la maiolica mancante, accettai il suggerimento e prontamente si mise all’opera. Tenendo sempre presente di avere come riferimento alcune tracce del disegno ancora visibili; impastò la creta per una nuova mattonella, la dipinse riproducendo gli stessi colori originari, la cosse in un apposito forno, posizionandola alfine dove mancava; un lavoro da certosino. Sono passati alcuni anni ma il lavoro eseguito, questa volta, da prova di resistere bene allo scrosciare dell’acqua e alle sferzate del vento che spesso imperversano nella zona. L’approssimarsi del Grande Giubileo del 2000, suggeriva un terzo intervento, questa volta non rivolto al monumento dell’edicola ma al terreno circostante; si voleva realizzare un sito più accogliente per i pellegrini che sostavano davanti la sacra effige prima di salire al Santuario. A protezione dell’ edicola mariana, si realizzò comunque (15 Agosto 2008), una nuovissima e artistica inferriata offerta dalla Fam. Antonio e Teresa Merola e furono sistemati oltre al muro di contenimento dei detriti provenienti dalla collina sovrastante anche una comoda e lunga seduta in travertino perché i viandanti potessero trovare sollievo. E perché poi, dissetati, potessero riprendere con più vigore il loro cammino, fu realizzata da volontari un’artistica fontana in bronzo, a sua volta donata dall’azienda Edil Bruno di Capaccio. Foto edicola restaurata con veduta “seduta” per i pellegrini