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L’Antica Basilica Sotterrata

L1090630Coloro che si affacciano sulla lastricata piazza antistante la facciata dell’antica cattedrale di Capaccio Vecchio, non vedono più i resti perimetrali dell’antica basilica paleocristiana del VI sec. dell’era cristiana: tutto è stato sotterrato. Perché si è permesso di nascondere agli occhi dei visitatori questo prezioso documento del passato? Per assicurarne la conservazione; la risposta potrebbe sembrare, a prima vista, irriguardevole ma questa è, in verità, la pura realtà. Le cose sono andate così ! Come ho descritto altrove ( cfr. il libro: Fondazione di un Eremo Carmelitano sul Calpazio ), il sito archeologico di cui sopra, era circondato da una poderosa cancellata di ferro; secondo l’ intenzione degli esecutori di tale provvedimento cautelativo, sarebbe stata sufficiente per impedire, specialmente ai ragazzi e ai giovani studenti di invadere il sito sottostante. Ad ogni visita delle varie scolaresche, si faceva a gara a saltare l’inferriata e a rovistare tra i ruderi … a lungo andare sarebbe rimasto ben poco dei muri perimetrali dell’antica basilica, inoltre erbe infestanti che crescevano rigogliose, nel periodo primaverile, dopo le piogge invernali, facevano cadere, con le loro radici, i pochi intonaci affrescati. Un altro pericolo di particolare rilevanza era costituito dalla presenza in loco di vipere ed aspidi; questo anfratto umido e sottostante alla piazza, era diventato un habitat ideale per queste pericolose presenze. Nel frattempo procedevano i lavori della ripavimentazione, con pietre locali, dell’intera piazza; il monaco custode della basilica ricevette dalla soprintendenza di Salerno una lettera che suggeriva la sospensione di tali lavori per non interferire in certo qual modo sul sito archeologico. Questo richiamo offrì l’occasione di suggerire alle competenti autorità preposte alla conservazione dei monumenti, questi suggerimenti: I) se si voleva conservare alle future generazioni questo particolare reperto paleocristiano, bisognava interrarlo; II) nell’eventualità che i ragazzi delle varie scuole, scavalcando l’inferriata, avessero riportato nocumento alla propria salute, il custode del santuario si dichiarava esente da ogni responsabilità. Fu mandata copia di questa risposta alle rispettive autorità religiose e civili: Vescovo della Diocesi, Sindaco del paese, Direttore del Museo di Paestum, Provincia e Regione. Dopo una settimana, ricevetti risposta per eseguire nel sito archeologico i seguenti lavori: diserbare con cautela tutto lo spazio interessato, stendere una rete di plastica a strette maglie, riempire il fossato con sabbia lavata, ricoprire il tutto con pietre locali e delineare la zona interessata con un filo di mattoni. P.S il tutto a spese del Santuario. Ringraziai la Provvidenza per questo suggerimento; ottenni così: l’incolumità dei vari visitatori del Santuario, la conservazione del sito archeologico, l’allargamento della piazza. Siano rese grazie a Dio !