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Via Crucis

Per i pellegrini che salgono ai Santuari (costruiti normalmente su alture), le stradine di accesso sono fiancheggiate, quasi sempre, dalle XIV Stazioni della Via Crucis; un pio invito a seguire mentalmente la salita al Calvario, partecipando così di persona alle sofferenze del Signore che porta la croce sulle spalle.
Nel nostro caso, la strada che sale al colle del Calpazio ove si staglia imponente l’antico Santuario della Madonna del Granato, era privo di questo particolare e diffusissimo richiamo di devozione popolare; dovevo eliminare questa lacuna…era già passato molto tempo da quando mi ero installato all’eremo di Capaccio Vecchio.
Detto fatto, parlai del progetto che avevo in mente con il Presidente della Associazione: “Amici del Calpazio”, il Dott. Giorgio Cafasso.
Volevo sì, realizzare una via crucis, ma tutta particolare, anche se non del tutto tradizionale, e che servisse, al tempo stesso, anche come recita di un “Rosario litanico, sui generis”; in questo modo si offriva ai pellegrini che si dirigevano al santuario, un particolare richiamo mariano: una salita al “Calvario” guidati da Maria.
Sostando davanti ad ognuna delle immagini poste lungo il cammino, si doveva prima annunciare il mistero della passione raffigurato e poi recitare le particolari giaculatorie o invocazioni indicate in un libricino che avevo fatto stampare per la circostanza.
Così, procedendo nella salita, si meditavano non solo i tradizionali cinque misteri di dolore, che tutti conosciamo, ma ben quindici misteri di passione.
Le immagini sacre che si presentavano alla vista dei fedeli per la meditazione, erano state tratte tutte dal Vangelo, e sono le seguenti:

I) L’orazione nel Getsemani; II) Il tradimento di Giuda; III) L’arresto di Gesù nel Getsemani; IV) Il processo nel Sinedrio; V) Lo schiaffo del servo a Gesù; VI) Il rinnegamento di Pietro; VII) La flagellazione; VIII) L’Incoronazione di spine; IX) La condanna a morte; X) L’imposizione della croce sulle spalle; XI) L’aiuto prestato dal Cireneo; XII) Gesù spogliato delle sue vesti; XIII) La crocifissione; XIV) L’innalzamento sulla croce fra due malfattori; XV) La morte in croce alla presenza di sua Madre.

Dovetti darmi da fare per trovare le 15 immagini necessarie per realizzare le15 “nuove stazioni di questa particolare “Via Crucis”.
Cercando su Internet alla voce “Via Crucis”, insieme al Dott. G. Cafasso, venimmo a conoscenza di una innovativa Via Crucis rispetto a quella tradizionale e scoprimmo, con meraviglia di entrambi, che quanto cercavamo era già presente, se non vado errato, nella cappella privata del Seminario Maggiore di Genova; era quel che faceva al caso nostro.
Le scaricammo tutte sul nostro PC e poi con una pazienza da certosino, il su riferito Presidente dell’Associazione: “Amici del Calpazio”, riuscì a realizzare anche le altre immagini che non erano presenti nelle stazioni tradizionali (tipo: il tradimento di Giuda, lo schiaffo del servo a Gesù oppure il rinnegamento di Pietro ecc).
Si dovette far ricorso, grazie alle svariate risorse della tecnica proveniente dall’ informatica, ad un particolare intervento di “clonazione”; il risultato è stato eccellente, basta venire a Capaccio Vecchio per poter rendersene conto di persona.
Ora bisognava proseguire il lavoro con la stampa delle immagini su mattonelle di terracotta da esporre all’esterno e perché rimanessero inalterate nel tempo, si dovette procedere ad un particolare intervento protettivo; questo nuovo risultato lo ottenemmo grazie alla capacità artistica della Sig.ra Antonella Galardi della borgata di Capaccio-Ponte Barizzo (SA).
Ben altre persone intervennero per la realizzazione di queste quindici stazioni posizionate, come già si è detto lungo la salita che porta al Santuario.
La base di ogni croce venne realizzata con blocchetti di pietra di Trani e fornite dalla Ditta: Marino Camillo per rivestimenti in pietra di ogni genere,dal deposito di Capaccio Scalo; su questi quindici basamenti furono installate le quindici croci in ferro battuto approntate e realizzate magistralmente dalla Ditta lavorazione in ferro: Mauro Giuseppe.
La Ditta Marmi Sacco invece incise, su tre distinte lapidi di travertino, le iscrizioni riguardanti rispettivamente: A) L’annuncio della stazione, B) I nomi degli offerenti ed in ultimo la data di realizzazione dell’opera realizzata, per la cronaca: 2 Maggio 2008.
L’immagine della stazione di cui abbiamo parlato precedentemente, venne posizionata al centro della croce di ferro e ricoperta da una lastra di vetro, come protezione contro gli agenti atmosferici e fornita dalla Ditta Farro-Vetri.
Per diffondere questa devozione, è stato stampato un libricino con le immagini a colori, utile sia per fare la via crucis come pure per recitare il rosario della passione con le quindici poste.
Questa seconda realizzazione è servita per rendere più “sacra” la via che sale al Santuario.